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8 Ottobre 2015

Aziz Sancar, membro della TWAS, vince il Nobel per la chimica

Aziz Sancar è uno dei tre scienziati che hanno individuato i meccanismi di riparo del DNA cellulare. Le sue ricerche potranno avere ricadute importanti nella formulazione di terapie innovative contro varie forme di cancro.

Aziz Sancar, uno dei tre vincitori del premio Nobel 2015 per la chimica è membro della TWAS (1994), l'Accademia Mondiale delle Scienze che ha sede a Trieste. Sancar, nato nella provincia di Mardin, in Turchia, condivide il Nobel con lo svedese Tomas Lindahl e l'americano Paul Modrich.

I tre scienziati hanno ricevuto l'ambito riconoscimento per aver mappato a livello molecolare i meccanismi con cui le cellule riparano il DNA danneggiato proteggendo in questo modo l'informazione genetica. Le loro ricerche, si legge nella motivazione dell'Accademia reale svedese delle scienze, hanno fornito informazioni cruciali su alcune delle più preziose funzioni cellulari.

"Aziz Sancar è uno scienziato di successo le cui ricerche avranno sicuramente un grande impatto. Ma è anche un ottimo insegnante, dedicato al progresso scientifico" ha detto Romain Murenzi, direttore esecutivo della TWAS. " Siamo estremamente orgogliosi che sia un membro della nostra Accademia, e a lui vanno le nostre più sentite congratulazioni".

Il DNA delle nostre cellule è sottoposto quotidianamente ad agenti che lo possono danneggiare: radiazioni UV, radicali liberi e sostanze in grado di indurre il cancro (o di distruggere il cancro, come i farmaci chemioterapici). Inoltre, per sua stessa natura (la molecola è intrinsecamente instabile), il DNA va soggetto anche a eventi che ne alterano fisiologicamente la sequenza, cioè l'ordine con cui le quattro basi - adenina, guanina, timina e citosina - si susseguono lungo i geni per codificare l'informazione necessaria a produrre le proteine: acquisisce singole mutazioni in più punti lungo il filamento -fino a migliaia- anche durante la divisione cellulare, quando una cellula madre si divide per dare origine a due cellule figlie.

Fortunatamente esistono sistemi di riparo endogeni che ripristinano la sequenza corretta impedendo l'accumulo di tali mutazioni.

Aziz Sancar ha mappato uno dei meccanismi che le cellule usano per riparare il danno da radiazioni ultraviolette (chiamato nucleotide excision repair, cioè meccanismo di riparo per escissione nucleare). Il meccanismo in questione è un sistema privo di errori in quanto la fedeltà della riparazione è garantita dal filamento complementare che funge da stampo.

Sancar, lavorando con batteri all'Università di Dallas (Texas), aveva notato che i microrganismi, anche se esposti a massicce dosi di radiazione ultravioletta, potevano riparare i danni del loro DNA se venivano esposti a luce blu. Ha così scoperto un enzima chiamato fotoliasi che ripara proprio i danni da UV nella doppia elica.

Alcuni dei suoi risultati più importanti sono stati pubblicati dalla rivista scientifica Genes & Development. Il metodo messo a punto da Sancar e colleghi consente di mappare i meccanismi di riparo del DNA in tutto il genoma umano. Questa scoperta potrà portare alla realizzazione di farmaci chemioterapici più efficaci e meglio tollerati. In una recente intervista, per spiegare la portata delle sue scoperte, Sancar ha detto scherzando: “Oggi potremo finalmente dire a un collega: 'dimmi che gene ti interessa o indicami un qualsiasi punto sul genoma, una qualsiasi dei tre miliardi di paia basi, e noi ti diremo in che modo quel DNA viene riparato".

Chi è Aziz Sancar
Aziz Sancar, membro della TWAS sin dal 1994. Insegna biochimica e biofisica alla Scuola di Medicina dell'Università del North Carolina, a Chapel Hill (NC). Nato in Turchia, si è trasferito a Dallas, Texas, dove ha conseguito il dottorato (PhD) in biologia molecolare nel 1977. Si è unito poi all'Università di Yale (Connecticut) dove ha iniziato a studiare i meccanismi di riparo del DNA. Nel 1982 è passato alla Scuola di Medicina dell'Università del North Carolina, dove oggi insegna biochimica e biofisica. Nel corso della sua carriera scientifica ha ampliato i suoi interessi dedicandosi allo studio dei ritmi circadiani nei mammiferi, della fotoriattivazione del DNA e dei checkpoint (punti di controllo) coinvolti nel riparo del DNA.

 

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