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15 Giugno 2015

Partnership che creano prosperità

Una partnership che lega l'Italia alla TWAS e ad altri centri di ricerca internazinoali pone l'Italia in primo piano per l'impegno nella cooperazione internazionale e per il sostegno alla scienza nei paesi in via di sviluppo, ha detto il sottosegretario agli Esteri Mario Giro durante un incontro alla Camera dei Deputati.

ROMA – L'Italia ha creato solide collaborazioni internazionali che ne fanno un leader globale sul fronte dello sviluppo sostenibile e della cooperazione internazionale volta a sostenere la scienza nei paesi in via di sviluppo. Quattro Istituti internazionali, fra cui la TWAS, accademia mondiale delle scienze, sono i co-protagonisti di questo successo, conseguito mediante iniziative di formazione di giovani scienziati, sostegno a ricerche di eccellenza e creazione di reti internazionali che incoraggiano la cooperazione fra paesi scientificamente carenti e le nazioni sviluppate.

Si è tenuta il 10 giugno scroso, a Roma presso la Camera dei Deputati, la presentazione di tre centri triestini di calibro internazinoale - ICTP (Centro internazionale di fisica teorica Abdus Salam), ICGEB (Centro internazionale di ingegneria genetica e biotecnologie), TWAS (Accademia mondiale delle scienze) - e ICRANet di Pescara, che rappresentano un fiore all’occhiello della ricerca italiana orientata alla cooperazione e allo sviluppo sostenibile.

L'evento - intitolato "I centri scientifici internazionali in Italia per il Sistema della ricerca e per il Paese" - è stato promosso dal Ministero degli Affari Esteri, nella persona del sottosegretario agli Affari Esteri e alla cooperazione internazionale Mario Giro. Vi hanno preso parte, per le Istituzioni politiche: Marina Sereni, Vicepresidente della Camera; il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini; Loredana Panariti, Assessore della Regione Friuli Venezia Giulia al lavoro, formazione, istruzione, pari opportunità, politiche giovanili.

Hanno presentato gli enti internazionali di ricerca: Fernando Quevedo, direttore dell’ICTP; Mauro Giacca, direttore generale dell’ICGEB, Romain Murenzi, direttore esecutivo della TWAS e Remo Ruffini, direttore dell’ICRANet. Presente in Aula anche il Premio Nobel Carlo Rubbia, membro della TWAS sin dal 1992.

“In cinquant’anni, lungo l’Adriatico da Trieste a Pescara, si è costruito e rafforzato un cluster scientifico che costituisce un’opportunità per tutta l’Italia perché ogni anno attira un numero importante di cervelli ad altissimo potenziale che poi si legano al nostro paese, imparandone la lingua e talvolta scegliendolo come luogo di residenza. E’ un elemento di forza di un piano d’internazionalizzazione del made in Italy” ha detto il sottosegretario Mario Giro, sottolineando come la loro presenza sul territorio nazionale e la loro attività scientifica abbiano ricadute importanti e positive sull’immagine del nostro Paese, dacché consentono di stringere preziose alleanze strategiche, concorrendo a definire l’Agenda globale della ricerca italiana.

“Il Governo italiano continuerà a sostenere questi sistemi come risorsa globale cui oggi vogliamo dare rilevo”, ha aggiunto Giro, osservando come i circa 30 milioni di Euro che l’Italia stanzia ogni anno sono un investimento che ritorna, sia in termini produttivi, che di lavoro, che di collaborazioni con altre organizzazioni, altri paesi e fondazioni private come la Bill and Melinda Gates Foundation.

Romain Murenzi, direttore esecutivo della TWAS, ha ricordato come l'Accademia abbia costruito il proprio successo supportando la scienza nei paesi in via di sviluppo. Tuttavia, gli obiettivi dell'Accademia non sarebbero stati centrati senza il sostegno costante dell'Italia, ha aggiunto. "Nel corso di ogni iniziativa, il Governo italiano è stato al nostro fianco, aiutandoci a costruire competenze scientifiche nei paesi in via di sviluppo", ha detto Murenzi. "Non esagero dicendo che, senza l'Italia, nessuno dei nostri traguardi sarebbe stato raggiunto".

Marina Sereni, Vice Presidente della Camera dei Deputati, ha sottolineato come sia motivo di orgoglio che nel nostro paese ci siano istituti così prestigiosi, e ha ribadito l’importanza di aver scelto la Camera dei Deputati per ospitare l'evento: “Siamo aperti a capire come, anche da parte del Parlamento, sia possibile sostenere e aiutare la vostra attività”, ha detto.

La quota di PIL che l’Italia destina alla ricerca è ancora inferiore alla media, ha ricordato la vicepresidente, ma la qualità dell’informazione scientifica è paragonabile a quella dei principali paesi europei, e la qualità delle collaborazioni internazionali è un indicatore di rilievo per definire il posizionamento dell’Italia nel panorama internazionale.

Stefania Giannini, Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha osservato l’importanza di scegliere la Camera dei Deputati per parlare della ricerca italiana di eccellenza. I quattro centri sono accomunati da eccellenza scientifica, dal carattere internazionale e dalla vocazione alla cooperazione, ha detto il Ministro, tutte qualità che devono entrare nell’agenda nazionale e diventare un impegno parlamentare. “Parlare qui di scienza ha un senso politico molto forte: tra non molto dovremo inserire la nostra riflessione in un ambito europeo, e inserire il nostro piano nazionale della ricerca in uno spazio della ricerca europea”. Un altro punto critico toccato dal Ministro, è l’importanza del capitale umano: la ricerca la fanno donne e uomini, i giovani, ed è necessario avere chiara visione di dove siamo e di dove vogliamo andare. “La cooperazione globale ci porta all’internazionalizzazione intrinseca all’essere eccellenze scientifiche”.

Oggi i ragazzi europei tra i 15 e i 24 anni sono circa 80 milioni. Secondo recenti stime, scenderanno a 73 nel 2050. Di contro, i 226 milioni di giovani africani che oggi vivono in Africa, nel 2050 raggiungeranno i 400 milioni. “Serve una “knowledge valley” che sia europea e che si dia obiettivi comuni”, ha detto il Ministro. Se l’Italia riuscirà con le sue politiche a compiere un primo passo in questa direzione, il nostro Paese potrà essere in grado di avere un percorso di carriera e un trasferimento di conoscenza alla società che completi il lavoro fatto finora nei singoli centri.

Loredana Panariti, Assessore FVG al lavoro, ha citato il ruolo di Trieste come centro propulsore di attivazione di reti di eccellenza scientifica di respiro internazionale, ma ha ricordato anche la rilevante la dotazione di infrastrutture legate all’attività di ricerca presenti in Friuli Venezia Giulia. Uno degli obiettivi strategici sarà proprio quello di rafforzare questa rete scientifica di eccellenza, favorire il coordinamento all’interno di questa ricchezza che caratterizza la nostra regione.

E’ stata poi la volta dei direttori degli Istituti, che hanno riassunto mezzo secolo di ricerca italiana.

Fernando Quevedo, direttore dell’ICTP, ha ricordato che il Centro di fisica da lui diretto ha visto transitare da Trieste oltre 100 mila studenti stranieri, “ … molti dei quali oggi si considerano ambasciatori invisibili dell’Italia nei rispettivi Paesi”.

Mauro Giacca, direttore dell’ICGEB, ha presentato alcune ricerche di punta firmate dal Centro di ingegneria genetica, tra cui gli studi per l’infarto del miocardio e l’individuazione del sito cellulare in cui si nasconde l’HIV, e ha presentato l’attività a livello internazionale dell’ICGEB nelle sue tre sedi di Trieste, New Delhi e Cape Town.

Remo Ruffini, direttore dell’ICRANet, ha presentato alcune delle più recenti scoperte in ambito astrofisico e ha ricordato come i giovani ricercatori, nelle varie sedi dell’ICRANet, grazie alla comunicazione a fibra ottica, siano in continuo contatto con i dati dei maggiori osservatori terrestri e spaziali, ribadendo il carattere internazionale dell’ente.

Murenzi ha ricordato i numeri del network internazionale costruito dalla TWAS nei tre decenni di attività. La TWAS oggi conta quasi 1150 membri da 90 paesi, e si vale dell'aiuto di tre partner che operano sotto la sua egida:

* L'Organizzazione per le donne scienziato dei paesi in via di sviluppo (OWSD), una rete pionieristica di ricercatrici di paesi in via di sviluppo, che conta oltre 4000 affiliate;

* La IAP, la rete globale di accademie delle scienze che dà voce a più di 100 accademie nazionali e regionali;

* la InterAcademy Medical Panel (IAMP), retedi accademie mediche mondiali che fornisce consiglio su temi di salute di rilievo globale.

Tuttavia, ha aggiunto Murenzi "il nostro lavoro è ben lungi dall'essere concluso. Se è vero che abbiamo ottenuto molti successi, vi sono però ben 81 nazioni del tutto carenti dal punto di vista scientifico. Tra i 48 paesi meno sviluppati al mondo, ben 34 si trovano in Africa. E l'Africa ha appena incominciato a sviluppare il proprio potenziale scientifico e tecnologico".

"L'Africa è un continente giovane e promettente, ma per sviluppare appieno questo potenziale sono necessari determinazione e impegno. Vi garantisco che TWAS, OWSD, IAP e IAMP hanno fatto dello sviluppo in Africa tramite scienza e tecnologia la loro mission".

"L'Italia ha erogato contributi vitali per la nostra Accademia, anche in tempi economicamente non facili", ha aggiunto Murenzi. "Ecco perché affermo che, fra gli scienziati dei paesi in via di sviluppo, Trieste e il Sistema Trieste sono visti come un faro che dà speranza. Quando si parla di TWAS, di ICTP, di ICGEB e di ICRANet, i nostri scienziati inevitabilmente pensano all'Italia con ammirazione e profonda gratitudine".

 

 

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