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25 Ottobre 2014

Quarraisha Abdool Karim vince il premio TWAS-Lenovo

La scienziata africana riceve il premio più prestigioso della TWAS per le sue ricerche e la sua attività in favore di donne sieropositive

MUSCAT, Sultanato dell’Oman – Quarraisha Abdool Karim, epidemiologa sudafricana, è la vincitrice del premio TWAS-Lenovo 2014. Il premio le è stato consegnato oggi, domenica 26 ottobre, come riconoscimento per le sue ricerche di carattere medico e per aver avviato iniziative di natura sociale in favore delle donne, per combattere le infezioni da HIV e l’AIDS.

Il premio Lenovo, tra i più prestigiosi tributati a scienziati di paesi in via di sviluppo, è stato annunciato oggi a Muscat (Oman), durante una speciale cerimonia tenutasi nel corso del 25mo Congresso Generale della TWAS, l’accademia mondiale delle scienze, che una volta l’anno celebra le ricerche dei suoi scienziati.

Abdool Karim è stata premiata per le sue ricerche sull’efficacia di un gel per uso topico da impiegare contro il virus dell’HIV, gel che ridurrebbe in modo consistente le infezioni. Per le donne africane, il gel è uno strumento diretto ed efficace con cui tenere sotto controllo la salute. 

Il premio Lenovo di 100 mila dollari ha cadenza annuale ed è generosamente messo a disposizione dalla Lenovo, il maggior produttore di personal computer al mondo e multinazionale di “tecnologie personal”, con 54 mila dipendenti e clienti in oltre 160 paesi.

“Ammiriamo e rispettiamo moltissimo le ricerche della dottoressa Abdool Karim” è stato il commento di Bai Chunli, presidente della TWAS. “Karim ha un curriculum di tutto rispetto, e le sue ricerche hanno ricadute pratiche. Abdool Karim non è solo una ricercatrice di talento, ma ha promosso la formazione di centinaia di giovani scienziate africane che stanno svolgendo ricerche su HIV e tubercolosi, ed è davvero un modello, fonte di ispirazione per molti colleghi in tutto il mondo”.

"La Lenovo sa differenziarsi ed essere sempre competitiva grazie alla sua costante ricerca di innovazione, che crea nuove opportunità nei mercati mondiali. La presenza sui mercati di tutto il mondo e la spinta all’innovazione ci pongono in una posizione di visibilità nel settore della salute e del benessere delle comunità cui facciamo riferimento”, ha detto Yuanqing Yang, presidente e CEO di Lenovo. “Quarraisha Abdool Karim possiede un curriculum scientifico eccezionale e mostra un impegno senza precedenti. Creativa, instancabile, il suo lavoro ha permesso di salvare innumerevoli vite umane. Non possiamo che essere molto orgogliosi del fatto che il premio TWAS-Lenovo 2014 sia andato proprio a lei”.

Abdool Karim ha accolto la notizia del premio con grande modestia. “Il Sud Africa – ha detto – ospita una popolazione importante dal punto di vista delle ricerche sull’AIDS. Questo premio non può che essere benefico per la nostra causa. Mi sento privilegiata e onorata per il riconoscimento che ricevo”.

“Impedendo al virus HIV di infettare le donne,” ha spiegato la scienziata, “abbiamo nelle mani uno strumento per cambiare il corso di questa epidemia in molti paesi, e per salvare milioni di vite umane”.

Le sue scoperte hanno permesso di stilare linee guida di importanza clinica strategica per i malati, sia di HIV che di tubercolosi, in moltissimi paesi del mondo, e stanno ponendo le basi per un potenziale vaccino. La scoperta per cui Abdool Karim è giustamente famosa riguarda un gel per uso topico, contenente il principio attivo tenofovir, che potrebbe salvare milioni di vite umane. Uno studio ha infatti dimostrato l’efficacia di questo preparato, che le donne usano per proteggersi dalle infezioni causate dall’HIV, in totale autonomia, senza che sia necessaria la collaborazione del partner.

Nell’Africa sub-sahariana, HIV e AIDS sono una presenza costante e minacciosa. Qui vive la maggior parte dei 33 milioni di persone che sono state contagiate dal virus e che con esso devono convivere. Secondo dati del 2102 rilasciati dalla USAID (Agenzia americana per lo sviluppo internazionale) in Sud Africa circa 6,1 milioni di persone risultano sieropositive, una cifra superiore a quelle di ogni altra nazione e pari al 17,9 per cento della popolazione locale.

Per le donne nell’Africa sub-sahariana la situazione è particolarmente grave. Una donna con meno di 24 anni ha una probabilità otto volte maggiore rispetto a un uomo di pari età di contrarre l’HIV.

Abdool Karim è cresciuta nel clima dell’apartheid, in Sud Africa, una terra nota per le sue diseguaglianze sociali.

Dopo la laurea alla Columbia University’s School of Public Health di New York, nel 1988, Abdool Karim ha iniziato a lavorare per il South African Medical Research Council’s AIDS Research Programme, scegliendo di dedicarsi alle ricerche sull’AIDS perché: “…la giustizia sociale fa parte dell’epidemiologia”, ha detto.

“Grazie all’AIDS ho potuto unire due interessi che coltivo da sempre: la scienza e l’impegno sociale”, ha poi aggiunto. Le sue prime ricerche hanno evidenziato una realtà allarmante: neppure il Sud Africa è stato risparmiato dall’epidemia di HIV. Fin dall’inizio le donne avevano una probabilità di contrarre l’HIV tripla rispetto agli uomini, e l’età dell’infezione colpiva le donne assai prima rispetto agli uomini (in media da 5 a 7 anni prima).

Abdool Karim ha osservato che, in ogni caso, dopo un certo tempo, le donne imparavano a prevenire le infezioni da HIV. “Ma quando si trattava di chiedere ai mariti di non avere rapporti con alte donne, si sentivano impotenti”, ha spiegato. Così le hanno raccontato alcune di esse: “Posso anche essere fedele a mio marito, ma è quel che lui fa durante la sua giornata che può mettere in pericolo la mia salute. Mio marito si rifiuta di usare il profilattico, e dunque abbiamo bisogno di qualcosa che ci protegga e che ci permetta di esercitare il nostro diritto a non essere infettate”.

Di solito le donne sono prigioniere di queste relazioni a rischio, perché dipendono finanziariamente dai mariti. “Se non sei economicamente indipendente e se ami il tuo compagno, e questa persona ha costumi sessuali liberi, a rischiare sei proprio tu, in prima persona”.

Nel 1994, Abdool Karim ha iniziato a impegnarsi ad aiutare le donne a proteggersi da sole dall’HIV, senza cercare la collaborazione dei mariti. In quegli anni, un farmaco antiretrovirale chiamato tenofovir, di comprovata sicurezza e resistenza ha attratto la sua attenzione.

Dopo aver co-fondato il Centro per i programmi di ricerca sull’AIDS del Sud Africa (CAPRISA), a Durban, nel 2002, assieme al suo team Abdool Karim ha avviato un trial triennale su un campione di 889 donne usando proprio il tenofovir sotto forma di gel per uso topico. Alla fine del periodo di osservazione, la ricercatrice ha costatato che il tenofovir, quando era usato per via topica sull’area genitale, riduceva le infezioni da HIV del 39%, arrivando addirittura al 54% nelle donne che lo usavano con regolarità.

Questi risultati hanno fatto il giro del mondo, con titoli su New York Times, The Guardian, Washington Post, Nature e sul Wall Street Journal.

Una dei partecipanti al trial clinico con il tenofovir, Gabi Nxele, è la protagonista del cortometraggio “Gabi’s Gift”, che descrive la scoperta ottenuta da CAPRISA. “Uno dei miei amici è morto di AIDS, e non voglio che ciò si ripeta più, con nessuno”, dice la donna nel film.

Uno dei motivi per cui questa scoperta ha entusiasmato il mondo della ricerca deriva dal fatto che, applicando dei modelli matematici, i ricercatori hanno dimostrato che un ampio uso del gel a base di tenofovir in Sud Africa potrebbe prevenire più di mezzo milione di nuove infezioni da HIV nei prossimi dieci anni. Ma prima che il gel sia approvato sul mercato, che sia prodotto in Sud Africa e distribuito localmente, il preparato deve superare una seconda serie di trial clinici che confermino i risultati di Abdool Karim. Questo studio è attualmente in corso, e la sua conclusione è prevista a metà del 2015.

Le scoperte di Abdool Karim non si limitano a questo: la ricercatrice ha dimostrato che un trattamento combinato contro HIV e tubercolosi può ridurre di oltre il 50% il tasso di mortalità delle persone infettate da entrambi gli agenti patogeni.

Questi risultati sono stati pubblicati dalla prestigiosa rivista New England Journal of Medicine, nel 2010, e hanno impresso un nuovo orientamento alla gestione clinica di oltre un milione di pazienti malati di entrambe le patologie, come riferisce un rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

CAPRISA stima che le nuove linee guida stilate in seguito alle scoperte di Abdool Karim potrebbero prevenire circa 10 mila decessi l’anno nel solo Sud Africa. Un’altra scoperta pubblicata da Nature Medicine nel 2012, che riguarda la risposta anticorpale delle pazienti in trattamento con tenofovir gel, potrebbe portare tra non molto alla messa a punto di un vaccino contro l’HIV.

Abdool Karim è anche consulente per l’OMS, per il Joint United Nations Programme su HIV/AIDS (UNAIDS), il United Nations Development Programme e il United Nations Children’s Fund. È anche membro del UNAIDS Expert Panel on HIV Prevention e portavoce scientifico sull’HIV. Nel 2012 ha vinto il premio TWAS per la medicina.

Il premio Lenovo è giunto quest’anno alla sua seconda edizione. Negli anni passati, scienziati di particolare rilievo erano premiato con l’Ernesto Illy Trieste Science Prize, un riconoscimento che è stato assegnato per otto anni consecutivi. Durante questo primo ciclo di quattro anni, il premio TWAS-Lenovo riguarderà ricerche di base nei seguenti campi: fisica e astronomia (2013); scienze biologiche (2014); matematica (2015) e chimica (2016).

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Lenovo

La Lenovo Ltd. È un’azienda multinazionale cinese specializzata in informatica e tecnologie personal, con filiali a Beijing (Cina), Carolina del Nord, Stati Uniti. Conta oltre 54 mila dipendenti e ha un mercato di riferimento di oltre 160 paesi. Tra i prodotti principali figurano PC, workstation, smart TV e un gruppo di prodotti mobili quali smarphone, tablet e app. Lenovo è presente su Facebook, Twitter (@Lenovo) o con il suo sito web www.lenovo.com.

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