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2 Settembre 2015

Possiamo sfamare l'Africa con le biotecnologie?

Segenet Kelemu, illustre scienziata africana e direttore dell'icipe di Nairobi (Kenya), parteciperà alla tavola rotonda che la TWAS organizza a Trieste Next 2015. Insieme a Michele Morgante (Università di Udine) e ad Alessandro Vitale (Ibba-Cnr), Kelemu dialogherà col pubblico sull'uso delle biotecnologie agricole in Africa e nei paesi in via di sviluppo.

Quali strategie è opportuno adottare per incrementare le rese agricole e promuovere la crescita economica, in Africa ma anche in altri paesi in via di sviluppo? I governi dei vari paesi farebbero bene a diversificare gli approcci e a ricorrere anche all'ingegneria genetica per ottenere migliore qualità e raccolti più abbondanti? Segenet Kelemu, direttore generale del Centro internazionale per la fisiologia e l'ecologia degli insetti (icipe) di Nairobi, Kenya, ha una visione chiara dei problemi, e delle possibili soluzioni, che potranno, negli anni a venire, incidere sul futuro economico dell'Africa.

Kelemu è una degli scienziati che animeranno la tavola rotonda organizzata dalla TWAS a Trieste Next 2015, e intitolata "Chiedi all'Africa. Le biotecnologie in ambito agricolo possono fare la differenza?" L'evento avrà luogo venerdì 25 settembre, giorno di inizio di Trieste Next, presso il Palazzo della regione FVG, in Piazza Unità d'Italia 1 (inizio ore 18:00, ingresso libero e gratuito). Modererà l'incontro la giornalista Alessandra Ressa.

Alla tavola rotonda interverranno anche Michele Morgante (Università di Udine) e Alessandro Vitale (IBBA-CNR Milano), che insieme a Kelemu offriranno al pubblico punti di vista articolati e riflessioni sul futuro dell'agribiotech nel mondo - cioè delle tecnologie dell'ingegneria genetica applicate all'agricoltura - tanto dei paesi sviluppati che di quelli in via di sviluppo, a 40 anni di distanza dallo storico incontro di Asilomar (California) che ha dato inizio all'era del DNA ricombinante.

Trieste Next - il Salone Europeo della Ricerca Scientifica - è un appuntamento annuale giunto alla sua quarta edizione, che popolerà il cuore di Trieste nelle giornate dal 25 al 27 settembre. Quest'anno il tema è BIOlogos - The Future of Life, e la TWAS è fra gli istituti scientifici del Sistema Trieste che organizzano un evento.

Michele Morgante è professore di genetica presso l'Università di Udine, esperto di mappatura di genomi vegetali e di analisi di DNA. Il suo intervento si focalizzerà sulle biotecnologie che consentono di migliorare la quantità dei raccolti, e sul perché tali tecnologie possono essere utili ai paesi in via di sviluppo.

Alessandro Vitale è dirigente di ricerca del CNR all’Istituto di Biologia e Biotecnologia Agraria (IBBA-CNR) di Milano. Si occupa di biologia molecolare e cellulare vegetale, in particolare di sintesi proteica. Vitale perlerà del miglioramento qualitativo dei raccolti, proponendo alcune riflessioni sugli aspetti emozionali che il miglioramento genetico suscita nel pubblico.

Kelemu è la vincitrice 2014 del premio L'Oréal-UNESCO per le donne nella scienza, per l'Africa e i Paesi Arabi. Nel 2013 è stata eletta membro dell'African Academy of Sciences. In passato ha ricoperto il ruolo di vicepresidente ai programmi presso la Alliance for a Green Revolution in Africa (AGRA), e di direttore del BecA (Biosciences eastern and central Africa), parte dell'International Livestock Research Institute.

Durante le tre giornate di Trieste Next è previsto un forte afflusso di pubblico sia dall'Italia che dall'estero. I visitatori potranno scegliere fra le numerose proposte scientifiche che l'evento offre, su temi quali bioinformatica, biomedicina, biotecnologie. L'evento della TWAS porterà in primo piano il dibattito sempre acceso sugli organismi geneticamente modificati al servizio della produzione di cibo in un mondo che, nel 2050, potrebbe ospitare, secondo stime recenti, 9 miliardi di persone.

I vegetali geneticamente modificati (GM) offrono un considerevole potenziale di sviluppo economico, specie nei paesi in via di sviluppo. Uno studio recente conferma che i raccolti di varietà GM sono "significativamente più abbondanti nei paesi in via di sviluppo che nei paesi industrializzati ...", e che ciò si deve al fatto che nei paesi in via di sviluppo i raccolti non GM subiscono, molto più che altrove, gli assalti di insetti nocivi, a causa delle limitate risorse di cui i contadini locali dispongono per combatterli.

Il potenziale offerto dall'ingegneria genetica applicata all'agricoltura viene spesso sottostimato, quando non addirittura temuto. E ciò, nonostante 27 nazioni nel mondo - inclusi 19 paesi in via di sviluppo - abbiano ormai adottato le coltivazioni geneticamente modificate, e vi siano oltre 175 milioni di ettari coltivati a OGM.

I sostenitori degli OGM - tra cui figura buona parte della comunità scientifica internazionale - affermano che l'ingegneria genetica è una tecnologia sicura ed efficiente che permetterebbe di affrontare la richiesta di cibo da parte di un mondo sovraffollato. I detrattori, al contrario, sostengono che le biotecnologie mettono in pericolo la biodversità, minacciando in parallelo anche la salute umana.

La tavola rotonda della TWAS intende fornire degli approfondimenti - tramite un dibattito partecipato e aperto al pubblico - su un tema di estrema attualità.

Cristina Serra

 

I relatori

Segenet Kelemu

Segenet Kelemu è il direttore generale dell'icipe, International Center for Insect Physiology and Ecology di Nairobi, Kenya, prima donna a ricoprire questo incarico. In passato è stata vice presidente dei programmi della Alliance for a Green Revolution in Africa (AGRA). È esperta di marcatori molecolari di patogenesi ed è una delle vincitrici del 2014 L’Oréal-UNESCO for Women in Science Awards Laureate for Africa and the Arab States. È membro di comitati etici e di biosicurezza e promuove la presenza femminile nella scienza. Nel 2011 ha vinto il premio TWAS per le sue ricerche in ambito agrario. Nel 2014 è stata inclusa da Forbes Africa fra le 100 donne africane più influenti.

Alessandro Vitale

Alessandro Vitale è dirigente di ricerca del CNR all’Istituto di Biologia e Biotecnologia Agraria, Milano. Si occupa di biologia molecolare e cellulare delle piante. È nell’elenco “Top Italian Scientists” stilato dalla rete VIA-Academy. Per le sue ricerche, ha ricevuto nel 1998 il premio "Assunta Baccarini-Melandri" della Società Italiana di Biologia Vegetale e, nel 2008, il Corresponding Membership Award dell’American Society of Plant Biologists.

Michele Morgante

Michele Morgante è professore di genetica presso l'Università di Udine, direttore scientifico dell’Istituto di Genomica Applicata e socio dell’Accademia Nazionale dei Lincei. Dopo alcuni anni passati presso i laboratori della DuPont, negli Stati Uniti, a dirigere un gruppo di ricerca che ha studiato l'organizzazione del genoma di mais, una volta rientrato in Italia ha contribuito al completamento di ambiziosi progetti di sequenziamento di genomi vegetali (vite, pesco, agrumi, orzo, abete rosso).

 

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