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15 Marzo 2018

Quel filo rosso che lega Trieste alla scienza africana

Un rapporto pubblicato per il Ministero degli affari esteri italiano sottolinea il ruolo che TWAS, OWSD, IAP e altri istituti scientifici italiani hanno nello sviluppo scientifico, dell'istruzione superiore e della formazione in Africa.

Lo sviluppo della ricerca scientifica e dell'istruzione secondaria in Africa devono molto a un gruppo di istituti scientifici situati a Trieste, tra cui figura anche la TWAS, Accademia Mondiale delle Scienze con sede a Trieste. È quanto emerge da un rapporto recentemente presentato al Ministero degli affari esteri italiano da una parte del cosiddetto Sistema Trieste.

Nel rapporto sono descritte le attività e i risultati ottenuti negli ultimi dieci anni da cinque Istituti scientifici facenti parte del circuito delle Nazioni Unite, con sede a Trieste: il Centro internazionale di fisica teorica Abdus Salam (ICTP), l'Organizzazione per le donne scienziate nei paesi in via di sviluppo (OWSD), la InterAcademy Partnership (IAP), il Centro internazionale di ingegneria genetica e biotecnologie (ICGEB) e la TWAS, Accademia mondiale delle scienze (TWAS).

Tutti questi istituti hanno nell'Africa il focus di molte delle loro attività. Laddove alcune economie emergenti di paesi in via di sviluppo quali Brasile, India e Cina hanno compiuto progressi significativi nelle scienze e nella tecnologia, molti paesi africani continuano ad accusare un ritardo, specialmente per quanto concerne gli investimenti in ricerca e sviluppo, il tasso di pubblicazioni scientifiche e l'educazione superiore. Non è un caso se 33 paesi sui 47 definiti dalle Nazioni Unite "Paesi meno sviluppati" si trovano in Africa.

Oltre a condividere il sostegno proveniente dal Governo italiano, i cinque istituti possiedono un'altra caratteristica che li accomuna: operano sotto l'egida delle Nazioni Unite, come si legge nella prefazione del rapporto. In quanto tali, si adoperano con ogni mezzo per concretizzare i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delineati nell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

Questi istituti condividono la convinzione che gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile non si possano raggiungere senza il contributo della scienza, delle scienze della vita e della tecnologia.

"Ponendosi come eredità comune a tutto il genere umano, la consocenza scientifica può essere usata come efficace propulsore di sviluppo nazionale da parte di paesi in condzioni di svantaggio. Tuttavia, per sfruttare appieno tutto ciò che la scienza può offrire, l'Africa deve costruire e sostenere capacità scientifica, sia a livello individuale che istituzionale. Grazie anche al sostegno finanziario del Governo italiano, questi cinque istituti concorrono a rafforzare l'Africa, per consentirle di realizzare molti degli obiettivi di sviluppo", si legge nel rapporto.

Il rapporto fornisce un'istantanea di Trieste e del suo impatto sull'Africa, basata su dati rigorosi riferiti al decennio 2007-2016. Tali dati sono presentati sotto forma di mappe e grafici.

Tra gli interventi più salienti, figurano:

ICTP: 6730 sono gli scienziati vistatori provenienti dall'Africa;
ICGEB: con il suo campus a Cape Town, Sud Africa, l'istituto ha organizzato 116 eventi centrati sulla biosicurezza in tutto il continente africano;
OWSD: ha assegnato 260 delle sue 304 borse di studio (pari all'86%) a ricercatrici africane;
IAP: ha sostenuto la creazione di 13 nuove Accademie, che ne portano il numero a 23;
TWAS: ha aumentato il numero dei suoi membri in Africa - scienziati fra i più stimati e apprezzati nei paesi in via di sviluppo - portandolo da 110 a 151 nel decennio menzionato.

 

 

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